Nel 2017, intrattenendo rapporti di collaborazione col Museo di Storia Naturale di Firenze, abbiamo ricevuto la richiesta di provvedere al trasferimento, mediato da tecnologie di scansione 3D, di uno dei più rappresentativi fossili ivi conservati: lo scheletro incompleto di Oreopithecus bambolii, una piccola scimmia antropomorfa vissuta circa 8,5 milioni di anni fa, nel Miocene rinvenuto nel 1871 dal professor Igino Cocchi presso le miniere di lignite di Montebamboli, borgata grossetana di Massa Marittima.

Il reperto, studiato tra gli altri da Cocchi e Paul Gervais e importantissimo dal punto di vista storico e paleontologico, si presenta suddiviso in numerosi frammenti, parzialmente ricostruiti (come nel caso del cranio) e tenuti in posa da alcuni supporti in metallo.

La richiesta del committente era motivata dalla necessità di provvedere ad un prestito al Museo di Preistoria di Halle, in Germania, che intendeva fare copia del reperto ed esporlo temporaneamente in occasione della mostra Klima Gewalten.klimagewalten oreopiteco

Le condizioni generali di conservazione del fossile e la sue peculiari caratteristiche rendevano complesso procedere con una spedizione e, in accordo con la direttrice Elisabetta Cioppi, è stato proposta ad Halle una copia conforme all’originale realizzata in stampa 3D ad alta definizione e rifinita a mano.

oreopithecus

La scansione 3D è stata effettuata in loco con tecniche miste di fotogrammetria e con l’ausilio di uno scanner a luce strutturata. Complicata dall’alto numero dei pezzi presenti (circa 60), la scansione ha permesso di rilevare ogni superficie del fossile quasi senza manipolarlo, garantendo qualità dell’immagine 3D e l’alto livello di dettaglio richiesto dal committente.

I modelli così generati sono stati postprodotti e preparati per la stampa 3D, effettuata con due differenti tecnologie in nostro possesso: DLP (Digital Light Processing), processo di polimerizzazione di una resina grazie alla luce di un proiettore, per i particolari più piccoli (come ad esempio la mano e alcune vertebre) e SLA (StereoLithography), processo di polimerizzazione di una resina grazie alla luce di un laser, per le parti più grandi (cranio e ossa lunghe).

Una volta stampati in 3D tutti i pezzi che compongono il reperto, illustratori naturalistici esperti di disegno dal vero hanno provveduto a rifinire e decorare la resina delle stampe con colori identici a quelli reali, rendendo il modello difficilmente distinguibile dall’originale conservato presso il Museo!

Eccolo esposto presso il museo di Preistoria di Halle!

Questo lavoro realizzato da PaLEoS rappresenta uno dei primi esempi di trasferimento di un reperto mediato da scansione e stampa 3D.

Oreopiteco esposizione

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