Robotica e disegno alla primaria

Oggi ci occuperemo di attività dedicate ai primi due anni della scuola primaria e mostreremo in particolare alcuni possibili utilizzi di Beebot per la didattica, facendo riferimento ad attività di disegno.

Vedremo, in particolare, come utilizzare la robotica unplugged, usando Beebot come personaggio che si muove all’interno di scenari e ambientazioni.

Beebot non è un vero e proprio robot, ma un oggetto programmabile, poiché non ha sensori per poter reagire in modo automatico agli stimoli esterni. Il suo comportamento viene programmato mediante i tasti che si trovano sul dorso e che indicano le 4 direzioni che l’oggetto può prendere (AVANTI, INDIETRO, ROTAZIONE A DESTRA DI 90°, ROTAZIONE A SINISTRA DI 90°).




Robotica e disegno: un esempio di attività

Nell’affrontare questo argomento, proponiamo un percorso basato sull’esperienza di alcuni laboratori che abbiamo svolto nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.

Quando proponiamo un laboratorio di robotica nelle prime classi della scuola primaria, è utile iniziare da una riflessione sul significato della parola programmare. Incoraggiamo gli studenti ad arrivare ad una sua definizione come attività che ha a che fare con il tempo, con qualcosa che succede prima e qualcosa che succede dopo, con istruzioni che si danno in anticipo rispetto ad azioni che accadranno successivamente.

Se usiamo Beebot, la programmazione può essere definita come l’azione di prevedere le mosse che Beebot dovrà compiere per raggiungere un determinato obiettivo all’interno di un certo scenario.

Quest’ultimo può essere scelto tra quelli già pronti (venduti dalla casa produttrice), oppure può essere creato con i bambini, in funzione del tema affrontato.

C’è, quindi, sempre un lavoro su carta, molto utile per favorire la partecipazione attiva dei bambini e portarli a riflettere sull’argomento oggetto del laboratorio.



A questo, si affianca, poi, l’importante lavoro sull’orientamento spaziale, cioè sulla capacità dei bambini di capire quale direzione deve prendere il robot, di allineare i propri corpi al sistema di riferimento dell’oggetto e di tenere a mente tutte le mosse (di solito, già dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia, i bambini riescono a tenere a mente più di quattro o cinque mosse).

Inoltre, per la realizzazione dello scenario, si può affiancare il disegno su carta a quello digitale, realizzando alcune figure sul tablet/LIM e usando Tinkercad per stampare quanto disegnato (qualora la scuola abbia in dotazione anche una stampante 3D), sperimentando, così, il passaggio da due a tre dimensioni.

La stampante 3D, in questo tipo di laboratorio, rappresenta, quindi, una sorta di esperienza aumentata di disegno.

In una scuola dell’infanzia, abbiamo, per esempio, realizzato in 3D degli stencil per Beebot, per lavorare proprio sull’orientamento spaziale e favorire l’allineamento al sistema di riferimento dell’oggetto. Gli stencil sono serviti per aiutare i bambini a disegnare su carta le frecce corrispondenti ai comandi da dare a Beebot, che poi venivano eseguiti premendo i corrispondenti tasti.

Nel disegnare sulla carta 4 o 5 comandi, i bambini di fatto scrivono un programma, cioè codificano alcune istruzioni; può essere interessante allora introdurre una riflessione sui concetti di codifica e decodifica.

Codifica: trasformare in una serie di comandi il percorso del robot.

Decodifica: leggendo i comandi scritti, prevedere il percorso che il robot svolgere


Esempio di attività con stampa 3D

Lo scenario realizzato per far muovere Beebot secondo la missione che deve svolgere, può essere arricchito con altri personaggi e accessori impiegando la stampa 3D. E’ possibile far realizzare ai bambini dei disegni, prima su carta e poi su tablet/LIM (mediante un’apposita applicazione). Una volta realizzato il disegno in digitale, lo si importa in formato .png in Tinkercad e si può procedere alla stampa.

E’, quindi, molto importante l’attività di presentazione del tema, sia mediante il racconto, che mediante materiali audiovisivi, per permettere ai bambini di conoscerne i personaggi principali e secondari e tutti gli elementi di fondo che andranno a comporre lo scenario.

Con la stampa 3D è possibile anche arricchire Beebot con accessori per “traverstirla” in modo personalizzato in base alla storia scelta.

Un esempio derivante da un’esperienza svolta alla scuola dell’infanzia è la storia nella quale Beebot è diventata un robot per la pulizia del fondale marino (“spazzamarino”) ed è stata accessoriata con pinze, antenne, elica, cingoli e contenitore portarifiuti posteriore.




Insieme i bambini hanno disegnato, lavorando sui solidi, le varie parti, prima su carta (con pennarelli e acquarelli), poi in digitale. Inoltre, hanno impiegato colla e colla a caldo per rendere lo scenario più ricco.

Beebot-spazzamarino raccoglieva nello scenario carte plastificate con immagini di rifiuti (ritagliate da riviste, incollate su un cartoncino e poi plastificate) e le inseriva nel contenitore posteriore, per poi portarle all’isola ecologica dove i rifiuti venivano suddivisi nei diversi cassonetti.

Il progetto presentato è adatto alla scuola dell’infanzia e ai primi anni della primaria e mostra bene come coding e robotica siano discipline strettamente collegate in questa fascia di età, poiché, il robot utilizzato, Beebot, di fatto deve essere solo programmato, non richiedendo né attività di assemblaggio né realizzazione dei circuiti elettrici.

Per approfondire questo argomento, guarda la video lezione Robotica e disegno (Corso Robotica per la scuola primaria).

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